Essenemo
Perché il nostro pittore sceglie il binomio EsseNemo come chiave per farci decodificare i suoi quadri?
Essere-Nessuno è la più classica contraddizione in termini, anzi Parmenide, dopo averla misurata col metro della stessa logica che pone alla base dell’ontologia, direbbe che EsseNemo è una esclusione prima ancora di una contraddizione.
Perché Esse è esistenza, Nemo è assenza.
“L’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere”
Così da Elea tuonava il filosofo, tra una meditazione profonda e un tuffo altrettanto profondo nelle onde serene di Ascea marina.
Al filosofo il nostro pittore espone le sue ragioni:
“Ma l’Essere è l’artista o le sue opere? è l’artista a creare le opere o sono le opere a creare l’artista ?”
Il nostro pittore si risponde con un’altra domanda:
“Chi è l’Essere, la Divina commedia o Dante? Monna Lisa o Leonardo? Dio o il mondo?
Dante e Leonardo erano solo nomi registrati nel registro anagrafico dei loro paesi, prima di fornire le loro opere. Addirittura in nessun registro figurava Dio, l’apolide creatore dell’opera più bella.
“Io – paradossa il nostro pittore – solo se mi appendo per i capelli alla parete di una Galleria, posso trasmutare in Essere. Ma alle pareti si appendono i quadri, non i loro autori.
E allora ci andranno i miei quadri a ballare con le stelle, non io.
Ci andranno i miei dipinti a farsi divulgare, non la mia persona.
Ci andranno le mie tele nei podcasts a farsi intervistare, non il sottoscritto”
“I nostri – rinfocola il nostro pittore – sono tempi in cui chiunque produca un ghirigoro abbastanza strambo da spacciare per arte, corre a mettersi in posa davanti alle telecamere nel suo vestito della domenica chi punta sulla serietà, o con la mise più strampalata chi punta sulla meraviglia, o con un ciuffo diversamente colorato dalla restante chioma chi punta sulla stranezza”
“E la presunta cantante che si veste e si muove per incollare sulle retine del pubblico le sue belle forme, piuttosto che nelle orecchie e nei cuori la sua canzone.
E il presunto scrittore che ha dato il suo ultimo libro alle stampe, magari a spese sue, a raccontare le nottate e i sacrifici per scrivere la nuova bibbia.”
“In un mondo in cui – conclude il nostro pittore – tutti hanno il terrore di rimanere Nemo per sempre e fanno le cose più incredibili e assumono atteggiamenti fuorvianti per diventare Esse, io dichiaro di voler restare nessuno.
Io mi rintano nel mio cono d’ombra e dipingo.
Io contesto questa smania di ognuno a voler diventare qualcuno.
Io resto Nemo e dipingo. I miei quadri sono l’Esse, ma il mio nome è nessuno.
Pur non avendo nessuna intenzione di accecare ancora il povero Polifemo.”
